Le escursioni in Tanzania (Zanzibar). In questo articolo vi parlo dei pro e dei contro delle escursioni a Zanzibar, dei prezzi e di dove prenotarle. Prima del viaggio a Zanzibar ho letto su internet un’enorme quantità di informazioni sulle escursioni in Tanzania e direttamente a Zanzibar. I prezzi erano impressionanti e, arrivato sull’isola, purtroppo sono rimasto deluso dai prezzi. Ma non chiudete la pagina, continuate a leggere: diventa più interessante…

Una mappa delle escursioni in Tanzania (Zanzibar), con i luoghi che abbiamo visitato, è alla fine dell’articolo.

Dalla lista delle escursioni ho scelto le 3 più interessanti per me:
Safari Blue (un’escursione in mare) con visita a un’isola che scompare, a una barriera corallina, all’isola di Kwale e a una laguna con le mangrovie. (Più avanti i dettagli.)
Stone Town (l’unica città dell’isola) + l’isola delle tartarughe (Prison Island) + un’isola che scompare (Nakupenda Island) (un’altra).
La foresta tropicale di Jozani + un giardino delle spezie.

I prezzi delle escursioni in Tanzania:
I proprietari dell’Hotel Nungwi, di cui vi parlerò in un articolo a parte, sono russi.

Ci hanno proposto i loro prezzi per le escursioni in Tanzania, sottolineando la guida russofona (per noi non era importante). Ecco i prezzi indicati:
Stone Town + isola delle tartarughe + Nakupenda: 75 $ a persona,
Nakupenda per tutto il giorno: 75 $ a persona,
Mnemba senza guida e senza pasti (un’isola vicino alla quale forse vedrete i delfini): 40 $ a persona,
Safari Blue: 80–85 $ a persona senza pasti.

Sulla spiaggia girano i beach boys, che propongono anche loro escursioni in Tanzania. I loro prezzi sono un po’ migliori di quelli dell’hotel, per esempio Mnemba a 50–55 $ con pasto.
Stone Town, isola delle tartarughe e Nakupenda: 55–65 $ a persona.

Un po’ rattristato dai prezzi, stavo affogando i dispiaceri al ristorante Baraca (di ristoranti e cibo parlerò come sempre in un articolo a parte) quando ci si è avvicinato un ragazzo russo che ci ha chiesto di passare dopo pranzo nell’ufficio accanto per parlare di escursioni. Sinceramente, dopo un mucchio di offerte più o meno agli stessi prezzi, ero scettico e molto probabilmente non sarei nemmeno andato in quell’ufficio. Dopo 20 minuti è tornato e ha proposto di mandarci il listino su Viber. Abbiamo accettato e, ricevuto il listino, sono rimasto a bocca aperta per i prezzi.

Dmytro ci ha proposto questi prezzi:
Safari Blue ? (escursione in mare): 35 $ a persona con un pranzo completo di pesce, frutta sull’isola + bevande (cola, Fanta, Sprite e acqua per tutta l’escursione),
Stone Town (l’unica città dell’isola) + isola delle tartarughe (Prison Island) + un’isola che scompare (Nakupenda Island) (un’altra): 35 $ a persona con un pranzo completo di pesce, frutta sull’isola + bevande (cola, Fanta, Sprite e acqua),
Foresta tropicale di Jozani + giardino delle spezie: 40 $ a persona senza pasti,
Isola di Mnemba (delfini e snorkeling): 20 $ a persona,
Safari nei parchi nazionali della Tanzania: da 190 $ a persona.

Insomma, con Dmytro non abbiamo nemmeno contrattato e abbiamo deciso di prendere le escursioni da lui, anche se sono sicuro che si poteva limare ancora qualcosina.

Il link per contattare Dmytro non lo fornisco, perché è russo.

Prima di tutto abbiamo deciso di andare dalle tartarughe del “Nungwi Mnarani Aquarium” e allo zoo “Zanzibar Kilosa’s Conservation“, non lontano dal nostro hotel, circa 2 km. Li segnerò a parte sulla mappa. L’ingresso allo zoo e alle tartarughe costa 10 $ a persona ciascuno, oppure 20.000 scellini tanzaniani; per via del cambio conviene pagare in scellini. Lo zoo è piccolo ma accogliente. Lì vedrete e darete da mangiare a grandi struzzi africani, guarderete un pitone, vedrete un camaleonte e potrete perfino tenerlo in mano. Entrerete anche nella gabbia delle scimmie e dategli assolutamente del mango; un po’ più avanti vedrete le antilopi nane suni. Magari riuscirete ad attirarle con le foglie e perfino ad accarezzarle. Poi guarderete i coccodrilli: purtroppo quelli non si possono accarezzare. E questo è tutto per lo zoo. Con le tartarughe è ancora più semplice: vi mostrano tartarughine piccolissime, poi vi portano a vedere tartarughe grandi e pesci, poi vi danno delle foglie con cui nutrire le tartarughe, e potete anche fare il bagno con loro nella laguna. Dopo risalite un po’ verso l’uscita e a destra dell’uscita vedrete i resti di delfini, di una balena e di tartarughe dopo vari disastri, e questo è tutto.

Poi le nostre escursioni in Tanzania (a Zanzibar) sono andate secondo i piani. Abbiamo cominciato con il Safari Blue. Ci hanno portati con un piccolo minibus comodo e climatizzato (in tutte le escursioni c’era proprio un minibus così) al villaggio di Fumba, dove ci hanno fatti salire su una barca diretta alle isole. Già in barca hanno sistemato una cassa di bibite fresche incluse nell’escursione (cola, Sprite, Fanta, acqua). Arrivati in 20–30 minuti all’isola che scompare, la guida e il capitano hanno montato una tenda parasole e hanno cominciato a tagliare la frutta (anguria, cocco, ananas, mango). Noi intanto facevamo foto, snorkeling e ammiravamo la bellezza (PS: la birra sull’isola costa 10.000 scellini). Sull’isola siamo rimasti circa un’ora, forse un’ora e mezza. Poi siamo arrivati alla barriera corallina, dove abbiamo fatto snorkeling tra pesci bellissimi. (Pinne, maschera e boccaglio si potevano prendere gratuitamente prima di salire in barca.) Poi ci siamo diretti all’isola di Kwale, su un lato della quale abbiamo nuotato e fatto foto in una laguna con le mangrovie. Poi si riparte, si sbarca sulla spiaggia della stessa isola e si va a pranzo, dove vi servono cicale di mare, gamberi, calamari, polpo, riso con salsa al curry e patatine fritte. Dopo pranzo avrete 15–20 minuti di tempo libero; si può fare un po’ di shopping, ma sull’isola è tutto caro… La birra, di nuovo, costa 10.000 scellini; offrono anche il caffè, ma non ho chiesto il prezzo. Poi si va verso un grande baobab caduto da cui ne sono cresciuti di nuovi. Secondo le leggende locali, questo baobab ha più di 1000 anni. Il suo tronco è spesso a occhio circa 5–6 metri. Lì accanto gli abitanti vendono cosmetici, e ci sono anche i frutti del baobab, buonissimi… Questa è l’ultima tappa, dopo la quale tornate in barca e fate la strada inversa. Lungo il tragitto noterete che l’isola che scompare è diventata 5–6 volte più piccola di quando ci siete stati. IMPORTANTE ☝️ Portate assolutamente la crema solare, e più alto è l’SPF, meglio è, e non dimenticate di spalmarla, possibilmente rinnovandola a ogni tappa!

L’escursione successiva è stata la foresta tropicale di Jozani + il giardino delle spezie. Evidentemente non c’erano abbastanza persone per l’escursione e ci hanno alzato un po’ il prezzo a 85 $ in due (invece di 80 $). Però nel minibus eravamo solo noi due e non abbiamo aspettato nessuno; si potevano anche aggiungere 10 $ per il pranzo per due, ma visto che l’escursione non è lunga, non l’abbiamo preso. Dato che eravamo solo in 2, ci hanno proposto di scegliere noi l’orario di partenza, il che non è male: abbiamo dormito, fatto colazione e siamo partiti. La foresta è bella; la guida ci ha portati da uno scoiattolo e ci ha parlato delle scimmie che vivono solo a Zanzibar, il “colobo rosso”. Ci ha portati dove queste scimmie si nutrono e abbiamo fatto foto a volontà. Poi ci hanno portati nella foresta di mangrovie, ci hanno mostrato gli abitanti (i granchi), raccontato fino a che altezza sale l’acqua con l’alta marea e come rinnovano ogni anno le infrastrutture, ci hanno dato tempo per le foto e siamo ripartiti verso il punto successivo, il giardino delle spezie. Nel giardino delle spezie ci hanno mostrato diverse piante che crescono a Zanzibar: cannella, limone, mango, banana, cocco, zenzero, citronella, pepe nero, noce moscata e molto altro. Durante l’escursione siete accompagnati da una guida e dal suo aiutante. Alla fine dell’escursione, sulle note della canzone nazionale “Hakuna Matata”, l’aiutante si è arrampicato su una palma e ha tagliato cocchi freschi, poi ci ha vestiti con una cravatta e corone di foglie di palma e ha chiesto la mancia… Dopodiché siamo andati all’uscita, dove si potevano comprare spezie, e siamo tornati a casa.

La nostra ultima escursione è stata Stone Town + isola delle tartarughe (Prison Island) + un’isola che scompare (Nakupenda Island). Per questa escursione ci hanno fatto un prezzo di 60 $ in due con il pranzo, invece di 70 $. Prima arrivate a Stone Town, da cui partite subito per Prison Island, dove vedrete l’isola-prigione in cui venivano tenuti gli schiavi prima di essere venduti. Nel 1893 l’isola fu acquistata per costruirvi una prigione per i criminali dell’Africa continentale. Nel 1894 gli edifici del carcere furono completati, ma nonostante questo non vi fu mai rinchiuso nessun detenuto. Un po’ più tardi vi portavano in quarantena i malati gravi, e poi nel 1919 il governatore delle Seychelles mandò 4 tartarughe giganti, che si moltiplicarono rapidamente e che verrete poi a vedere. Dall’alto si aprono bei panorami sull’Oceano Indiano, dopodiché passerete al parco con le enormi tartarughe delle Seychelles. Lì avrete circa un’ora per fare tutte le foto che volete con le tartarughe, dar loro da mangiare, grattarle e osservarle da ogni lato. Poi vi porteranno a Nakupenda Island (un’isola che scompare), dove potrete fare il bagno e mangiare frutta come nell’escursione Blue Safari, e vi prepareranno anche un pranzo di pesce con patatine fritte (senza riso) come al Safari Blue, ma al posto delle cicale di mare ci saranno normali aragoste, che a me sono piaciute di più. La birra qui, come sulle altre isole, costa 10.000 scellini, ma più si avvicina la partenza, più in fretta abbassano il prezzo a 5000, come nei normali caffè e ristoranti di Zanzibar. La tappa successiva è la nostra star, Stone Town. Qui l’escursione è semplice: visitate i negozietti se volete, entrate nell’antico forte con le sue belle torri, passate davanti al museo/hotel di Freddie Mercury, in cui si può entrare a pagamento. Passeggerete per le stradine strette e colorate della città ed entrerete nel bazar. Qui voglio soffermarmi di più. Dopo aver mangiato bene alla tappa precedente, se avete lo stomaco debole, chiedete alla guida di evitarvi il mercato. C’è una puzza terribile, nessuna igiene, mosche ovunque, liquidi non identificati colano dai banchi su cui il pesce resta fino a sera senza alcun frigorifero. Un po’ più avanti c’è il reparto carne, dove la situazione non è migliore: tutta la carne è coperta di mosche, e l’odore, anche se non così fetido come nel reparto pesce, ti toglie comunque il respiro. Insomma, siamo scappati più in fretta che potevamo e per due volte ho quasi vomitato. E la sera mia moglie ha dovuto prendere delle pastiglie per rimettere in sesto lo stomaco. Vorrei chiedere agli organizzatori delle escursioni di avvisare di questo orrore prima dell’ingresso e di far passare chi non vuole vedere questo schifo dal reparto verdure, dove si respira.

Ecco come abbiamo fatto le escursioni in Tanzania.

Vi lascio la mappa delle nostre escursioni con i luoghi visitati.

Last modified: 23.07.2026

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