Arrivati all’aeroporto di Sanya, in Cina, una volta scesi dall’aereo non conviene correre avanti attraverso i metal detector. A sinistra dell’ingresso ci sono delle macchinette a cui bisogna avvicinarsi, lasciare le proprie impronte digitali, ritirare un foglietto e solo dopo proseguire. Io sono stato fortunato: lo sapevo e sono stato quasi uno dei primi a fare questa procedura, mentre dietro di me si è formata un’enorme coda di chi era corso avanti ed era stato rimandato indietro. Dopodiché passate il controllo passaporti, ritirate i bagagli, andate dal vostro tour operator e al pullman. Insomma, a parte le impronte, tutto come al solito, come negli altri paesi. Vi porteranno al vostro hotel, vi accompagneranno alla reception (alla reception si parla esclusivamente cinese), lasciate un deposito, ricevete la chiave e andate a riposarvi.

Alla fine della vacanza, però, non è più tutto così semplice come all’arrivo.

Riconsegnate la chiave, riprendete il deposito e vi portano all’aeroporto (cercando lungo la strada di rifilarvi qualcosa: nel mio caso hanno provato a vendermi dei cerotti curativi). Arrivati in aeroporto, inizia il divertimento.

In aeroporto si soffoca e non ci sono condizionatori. Si entra uno alla volta, dopo essere stati passati con una specie di bacchetta e aver ricevuto l’ok da un secondo addetto. Poi fate la coda (non c’è quasi dove sedersi) per entrare nella sala dove si ritira il biglietto e si consegna il bagaglio. Fanno passare una persona alla volta controllando il passaporto. Passate il bagaglio sul nastro, vi avvicinate al banco del check-in, date il passaporto, consegnate il bagaglio e aspettate. Se non fumate e nel bagaglio non ci sono fiammiferi, accendini o cose simili, siete molto fortunati: vi danno il biglietto e il passaporto. Se nel bagaglio ci sono fiammiferi, un accendino o qualcosa di simile, un addetto dell’aeroporto, indicando voi e il vostro bagaglio, vi dice fiero “zazigaka” (la sua versione della parola russa per “accendino”). Dopo aver frugato nella valigia, ho detto che lì dentro non c’era nessun accendino; l’hanno ricontrollata e mandata avanti, dopodiché ho ricevuto biglietto e passaporto.

Passando poi ai metal detector e al controllo del bagaglio a mano, il ragazzo davanti a me ha avuto un inconveniente. Aveva uno zainetto con tante tasche e, siccome era chiaramente un fumatore, è rimasto bloccato. In più lo zaino era pieno di elettronica e vestiti, il che rendeva difficile frugarci dentro. Prima del metal detector ha buttato 3 accendini che aveva trovato da solo ed è passato. Naturalmente il suo zaino, dopo il nastro, ha sentito la parola che ormai conoscevo, “zazigaka”, e lì è rimasto bloccato per una ventina di minuti: gli hanno svuotato tutto lo zaino, preso tutti gli accendini, tutti i fiammiferi, le salviette umidificate (probabilmente per l’alcol), hanno fatto ripassare lo zaino sul nastro ancora e ancora, e hanno cominciato a innervosirsi, a guardare il suo passaporto e a scrivere qualcosa su un taccuino, dopodiché si è innervosito anche lui… Per fortuna è andato tutto bene e l’hanno lasciato passare.

Tornati nel nostro paese, dopo tutte le procedure standard, tutti i fumatori sono andati a cercare qualcuno con un accendino e, siccome il nostro era l’unico aereo arrivato a quell’ora, era difficile trovarne uno 🙂

Ah, sì: lì non ci sono business lounge né niente di simile…

Buon viaggio a tutti.

Last modified: 23.07.2026

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